
PresentazioneIl Multidimensionalismo©, nasce dal voler comprendere cosa c’è oltre il visibile comune. Siamo circondati da realtà non tutte percepibili dai nostri sensi tradizionali: dimensioni parallele, mondi sconosciuti alla logica…
LAMPI DI BIOFOTONI IN CRIPTA
Esperimento del 16.06.2005 Il filmato che segue è stato acquisito con un fotomoltiplicatore militare modello RS4MC con un fattore di moltiplicazione di 50.000, molto sensibile di Daniele Gullà interfacciato con una macchina digitale di Massimiliano Benvenuti.
Nella scena troviamo Umberto Di Grazia, sulla sinistra e Florentina Richeldi, sulla destra. Al contrario di tutte le altre coppie riprese per l'esperimento (6 in tutto), loro due fecero registrare un'anomalia consistente. Lampi intermittenti di fotoni che vennero emessi sia singolarmente che in risonanza come coppia.
E' di fatto la prima volta al mondo che si osserva un fenomeno con tale intensità. A titolo di esempio va ricordato che i biofotoni vennero scoperti dal russo Alexander Gurwitsch nel 1923, il quale riuscì a misurare la bioluminescenza emessa dal corpo umano solamente dopo averla amplificata diversi milioni di volte. Nel nostro esperimento si è ottenuta la stessa cosa ma con un fattore di moltiplicazione di sole 50.000 volte.
Il filmato originale con un fotomoltiplicatore militare modello RS4MC
Come si può osservare dal filmato la quantità di lampi presente è notevole. Purtroppo essendo la focale di ripresa veramente stretta, e le riprese effettuate a soli 25 fotogrammi al secondo, è risultato difficile intercettare la direzione dei lampi.
Oltre a cercare di comprendere il movimento di questi lampi di luce, Massimiliano Benvenuti ha cercato , attraverso le sue analisi, di mettere in evidenza se e come delle parti del corpo fossero maggiormente interessate da questo fenomeno.
Il risultato è stato contenuto nel video che segue, in cui si evidenzia, come le aree comprese tra l'asse testa e cuore fossero le più coinvolte in questo genere di fenomeno. In particolare si nota come in alcuni casi si accendano, letteralmente parlando, delle zone del corpo prima del successivo rilascio verso l'ambiente esterno di masse di fotoni.
filmato originale MVI_0899 a sinistra e con i subsegnali amplificati a destra
Da questa analisi è quindi stata data una sequenza temporale all'evento attribuendo di fatto l'origine dei lampi ai corpi sia di Umberto Di Grazia che di Florentina Richeldi che sembrerebbe dialoghino tra loro in un continuo interscambio di informazioni con quanti di luce. Uno scambio che avviene a livello cellulare e che la nostra parte logica o cosciente non è ancora in grado di comprendere.
Analisi con traccianti di Daniele Gullà Quello che ho esaminato e documentato con i traccianti, non va interpretato come movimento e traiettoria di fotoni, ma bensì come movimento di aggregati particellari (ignoro la sostanza e la forma gassosa o altro) che si distaccano dai corpi e che si rendono visibili nei lampeggi di luce. Aggregazioni di qualche forma energetica o semi-materiale che grazie agli impulsi di luce si rende visibile e si sposta ovviamente molto più lentamente della luce stessa. E' ovvio che l'analisi adottata non può rilevare il movimento di fotoni ma bensì quello di una sostanza più viscosa e materiale che si muove ad una velocità molto inferiore. Infatti l'associazione che poi ho portato nella clip video di Mistero è poi stata quello del rilevamento "dell'aura umana" del quale si suppone visto il lento movimento, sia composta da una aggregazione semimaterica ancora sconosciuta ma probabilmente coinvolgente diversi fattori fisici inerenti quello che io definisco come "atmosfera umana" ovvero. (elettroni-ioni liberi-idrogeno-ossigeno-vapore acqueo-calore, ecc... Tutto questo per ipotizzare che, oltre ai lampeggi che sono molto simili ai cosiddetti "biofotoni" misurati anche da Popp (vedi le mani di N.Cutolo), nei frame si evidenzia anche altro fenomeno, ovvero aggregazioni di particelle che si spostano per interazione da una persona all'altra e viceversa.
Sotto il video esplicativo dei traccianti di Daniele Gullà
Agiornamento del 16.10.2011 L'impressione globale ricavata ci porta a pensare che la vera natura dei lampi registrati sia di tipo Biofotonica
Come sappiamo che si tratti di Biofotoni e non lampi di luce caotici di altra natura? (Analisi svolta insieme al prof. Ezio Gagliardi)
Una delle caratteristiche fondamentali dei Biofotoni è quella di emanare in modo coerente e congiunta, masse di fotoni contemporaneamente . Per verificare questa caratteristica è stata esaminata una prima sezione del filmato originale e sottoposto ad analisi anche statistiche utilizzando come riferimento dei punti detti mark per i rilievi. Sotto sono riportati i punti selezionati dell'immagine esaminata per la campionatura.
*Cliccando sulle immagini è possibile visualizzarne l'ingrandimento I.P.E. Massimiliano Benvenuti: Immagine originale in cui si notano i 10 punti di mark
Il tratto di filmato esaminato, MVI_0899, della durata di soli 2 secondi ha sviluppato 50 immagini derivate dai 25 frame registrati al secondo. Successivamente ognuna di queste immagini è stata tracciata con i 10 mark dai quali è stato estrapolato sia il valore dell'intensità luminosa nonché i singoli valori delle tre componenti RGB presenti per ogni punto. I dati sono poi stati raggruppati nella tabella A.
All'interno di questa tabella sono stati evidenziate delle caselle contrassegnate in arancio o in verde, selezionate in automatico dal computer in base a dei limiti preimpostati, mostrano come i punti Mark utilizzati subiscano contemporaneamente delle accelerazioni nei valori delle singole intensità luminose confermando quindi che siamo di fronte ad un fenomeno massivo di tipo coerente, sinergico e contemporaneo quindi è da escludersi un comportamento di natura caotica. Questo tipo di condotta è dunque riconducibile ai Biofotoni.
Il grafico B) mostra il comportamento dei singoli Mark in vista proporzionale e progressiva. E' quindi immediatamente chiara da questa sintesi la perfetta sovrapposizione delle reazioni sui singoli tracciati.
Il grafico C) mostra i 10 tracciati contemporanei dei Mark sovrapposti. E' interessante notare come nei momenti di buio o se vogliamo di assenza dei lampi, l'andamento dei Mark abbia un comportamento visibilmente caotico. Nel momento in cui vengono rilasciati biofotoni tutti e 10 i Mark si allineano in modo ordinato facendo di fatto emergere una sorta di ordine dal caos di partenza.
L'ultimo grafico D) riassume il comportamento dei 10 punti di Mark in un unica linea rivelando di fatto la frequenza delle oscillazioni luminose con il conseguente rilascio verso l'esterno di biofotoni.
In conclusione si è osservato come il rush di questo singolo evento sia durato quasi mezzo secondo nel quale si sono presentati ben 5 emissioni di biofotoni. In particolare due di queste, le ultime due, sono risultate consequenziali ed allo stesso tempo hanno determinato anche la fine del singolo evento.
I.P.E. Massimiliano Benvenuti: Acquisizione ed analisi dei dati
La relazione tra Umberto Di Grazia e Florentina Richeldi Vista la particolarità del fenomeno, che ricordiamo, ha sviluppato un quantitativo luminoso di almeno 40 volte maggiore a quanto riportato da esperimenti simili nel resto del mondo è stato ipotizzato che il raggiungimento di un risultato simile sia stato possibile grazie ad una emissione contemporanea, sincronizzata e forse risonante tra i due corpi dei partecipanti al test.
Al fine di verificare questo ulteriore dettaglio è stato rieseguito un test comparativo sul filmato nel momento in cui sia Umberto Di Grazia che Florentina Richeldi erano contemporaneamente presenti nell'inquadratura. Questa volta i punti di mark sono stati suddivisi in 2 gruppi di tre ciascuno ed ogni gruppo è stato poi associato ad una persona.
I.P.E. Massimiliano Benvenuti: Immagine originale in cui si notano i 3 punti di mark per ogni persona, vista l'inquadratura forzatamente ridotta dell'ottica utilizzata è stato possibile prendere in esame una spalla per ognuno dei partecipanti.
Esattamente come a quanto già visto nel test precedente, i dati sono stati raccolti nella tabella A1). I dati raccolti nella caselle in celeste sono riferiti ai valori registrati su Umberto Di Grazia, allo stesso modo, i valori delle caselle rosa sono riferiti a quanto registrato sul Florentina Richeldi. In arancio sono riportati i picchi ad emissione più significativa in cui erano presenti i lampi di biofotoni.
Il grafico B1) mostra tutti i tacciati Mark sovrapposti. E' davvero sorprendente notare come anche in questo caso l'emissione di biofotoni sia contemporanea e perfettamente sovrapponibile per entrambi. Questa straordinaria ed unica sincronizzazione delle emissioni luminose mostra una comunicazione tra corpi mai osservata prima di ora.
Grafico C1) Mostra i singoli tracciati dei Mark in modalità proporzionale
Grafico D1) Nella linea mostrata è racchiusa la linea media dei Mark utilizzati
I.P.E. Massimiliano Benvenuti: Acquisizione ed analisi dei dati
L'emissione sincronizzata di biofotoni da un singolo corpo era cosa nota ma mai prima d'ora era stata osservata la relazione sincronizzata tra due persone. Sincronizzazione e comunicazione che avviene ad un livello così profondo che il nostro stato cosciente non è in grado di percepire ma la stessa cosa non può essere detta per ogni singola cellula del corpo che si unisce nell'estromissione di biofotoni con tutte le altre cellule dell'intero organismo e successivamente capace di dialogare in sincrono con un altro organismo e con l'intera rete cellulare che esso rappresenta.
I.P.E. Massimiliano Benvenuti
N.B. Verranno eseguiti ulteriori approfondimenti al fine di definire in maniera quantitativa il grado di coerenza e di sincronicità.
Aggiornamento del 31.10.2011 Ulteriori analisi sono state eseguite nell'imaging per rilevare o confermare le conclusioni fin qui raggiunte. Un primo test, fig.1 è stato eseguito sulle bande utilizzate nell'acquisizione dalle quali è emerso un coinvolgimento progressivo del fenomeno man mano che ci sia avvicina alle bande UV, elemento che di per se conferma la presenza dei biofotoni maggiormente rilevabili proprio in queste bande.
Ma quanto e in che misura i lampi evidenziati possono essere correlati al corpo dei due soggetti esaminati? Partendo dall'immagine originale, frame 64 fig.2 punto 3, coincidente con uno dei bagliori registrati, sono stati estratti i singoli punti a maggior emissione e riportati in versione amplificata nell'immagine di fig.2 punto 2.
La fig.2 punto 1 riporta l'immagine con i segnali vettoriali non enfatizzati. Da questa analisi si può osservare come la maggior parte dei segnali emessi sia sovrapponibile con il corpo delle persona ripresa a conferma della profonda relazione tra i bagliori luminosi ed i soggetti esaminati.
Possibili obbiettivi • Ottenere un metodo per la ripetibilità del fenomeno • Analisi non invasive su pazienti in tempo reale • Analisi e dimensionamento dell'incremento delle capacità PSI individuali • Incremento accelerato e controllato della corretta canalizzazione delle facoltà PSI con sistemi di tipo biofeedback • Sperimentazione ed analisi con gruppi di soggetti con potenzialità PSI già acquisite • Impiego di persone con capacità PSI acquisite in diversi campi di applicazione come ad esempio criminologia, archeologia, visione a distanza ecc..
Precisazione tecnica Alcuni scienziati interessati più alla disinformazione hanno sostenuto che il termine bio-fotone non esiste e si riferisce solo ad una dicitura altisonante tale da rendere importante un fenomeno che in realtà di speciale non ha nulla.
In realtà Con il termine bio-fotone o bio-fluorescienza si descrivono degli organismi viventi, biologici appunto, che sono in grado di emettere naturalmente luce dal corpo o parte di esso.
I biofotoni Vennero scoperti all’inizio del secolo con le prime ricerche del moscovita A. G. Gurwitsch, anno 1923, sull’emissione di “biofotoni”, da parte di organismi viventi. In particolare vennero condotti esperimenti sulla capacita di germogliare dei semi di grano. Quelli che emettevano più bioluminescenza erano quelli con la più alta possibilità di germogliare.
Oggi con queste tecniche non invasive è possibile diagnosticare in anticipo la formazione di tessuti cancerosi in quanto il loro moltiplicarsi implica un aumento di emissioni di 'biofotoni' dalla zona interessata.
Hanno partecipato a questo esperimento: Umberto Di Grazia: ricercatore Psichico Florentina Richeldi: consulente PSI, sensitiva Daniele Gullà: acquisizione dati ed analisi Massimiliano Benvenuti: acquisizione dati ed analisi
Luciano Pedersoli: acquisizione audio ed analisi
Tutte le relazioni dell'esperimento
Approfondimenti - Estratto degli esperimenti di Alexander Gruwitsch, 1922 - Le ricerche sui Biofotoni del Biofisico Friz Albert Popp
Le ricerche sui Biofotoni del Biofisico Friz Albert Popp per quanto possano sembrare avveniristiche utilizzano gli stessi livelli di amplificazione dei fotoni pari a quelli utilizzati nel ormai lontano 1923 da Alexander G. Gurwitsch. Allo stesso tempo le sue tesi e le sue scoperte sulla comunicazione tra le cellule del corpo attraverso i fotoni risultano molto avanzate.
I.P.E. Massimliano Benvenuti
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